Talpa e la Luna
Illustrazioni di Susan Varley
Anno: 1997
ISBN: 9788886557528
28 pp. - 24 illustrazioni
rilegato - 20,5 x 23,5 cm
Euro: 9,82
Traduzione dall’inglese di Glenda Weekes Campisi
- 4 e oltre
Susan Varley

Si sa, le talpe non vedono niente.
Ma Piccolino Talpa riesce a vedere al buio… e quando cerca di comunicare agli altri le sue scoperte arrivano i problemi. “Vede ciò che non esiste (…) è meglio fargli controllare gli occhi…”. Così si ritrova con una benda sugli occhi che lo impiccia e lo fa inciampare… Naturalmente Piccolino si libererà della benda e riuscirà a convincere i grandi che la sua diversità è preziosa.
Il bambino sullo scaffale, a cura di Annalisa Brunelli e Giovanna di Pasquale, HaccaParlante 1, marzo 2004, 79; HaccaParlante, La memoria del presente 4, ottobre–dicembre 2001, 86.

Nelle gallerie buie, scavate con diligenza dal babbo, tenute in ordine dalla mamma, vagano i piccini con i loro giochi da “talpa cieca”, giochi obbligati. Si sa, le talpe proprio non ci vedono. Solo “Piccolino talpa, il più piccino della famiglia, vedeva ciò che nessun altro riusciva a vedere”. Vedeva anche la luna nel pozzo. Il pozzo in questa favola è il ruscello. La luna, come tutte le lune nell’acqua, si frantumava quando Piccolino voleva raccoglierla. Di queste meraviglie viste Piccolino raccontò ai genitori. Suscitò incredulità , apprensione e provvedimenti conseguenti: una benda intono agli occhi per ordine del dottore. Eh, buon dio! Una talpa sia talpa! Il bugiardo o il diverso sia rimesso in riga. Ma se uno vuole essere quello che è? Così Piccolo buttò alle ortiche la fastidiosa benda. E continuò a vedere. E vide la volpe che al picnic in radura stava per saltare addosso a lui e alla sua famiglia. Benedetta protesta, miracolosa disobbedienza! Perché le talpe sono ancora lì a giocare nella Talpa e la luna.
Rosella Picech, Sfoglialibro, dicembre 1997, 75.

Il figlio più piccolo delle talpe ha paura del buio perché riesce a vedere delle cose che le altre talpe non vedono. I suoi genitori non gli vogliono credere e, quando racconta di aver visto la luna nel ruscello, pensano che se la sia inventata. Alla fine però tutta la famiglia viene salvata grazie alla sua vista acuta. Solo allora i genitori si rendono conto che la sua anomalia è un dono e non un problema.